Vigneto di uva con grappoli neri sotto un cielo azzurro con nuvole leggere.

ESCAMOTAGE

Nel 1996 mio nonno materno decise di rinnovare la vigna, intervenendo sia sulla struttura — con pali di cemento e nuovi sostegni per le viti — sia piantando ex novo i filari. Oggi le piante hanno circa trent’anni, l’età della piena maturità.

Dopo la sua scomparsa nel 2021, e un breve periodo di gestione esterna, abbiamo scelto di riprendere in mano la sua opera, studiando e valorizzando ciò che ci ha lasciato. Questo progetto, prima ancora che imprenditoriale, è un gesto d’amore: un modo per dare continuità alla sua visione e garantire alla vigna un futuro autentico, nel rispetto delle sue radici.

Il nome Escamotage nasce proprio da questa idea: un piccolo stratagemma per custodire e far vivere una storia familiare, trasformandola in un percorso nuovo. L’etichetta, che inaugura una serie dedicata agli animali del bosco, raffigura un fagiano‑detective — una figura attenta e misteriosa, che sa celarsi tra le sfumature e sorprendere al momento giusto, proprio come il vino che rappresenta.

L’assemblaggio combina circa il 91–92% di Barbera con l’8–9% di Freisa. Ne nasce un vino fresco, dal carattere deciso ma equilibrato, con note verdi e spigolose che ravvivano la morbidezza della Barbera senza sovrastarla. Pur avendo una buona capacità di evoluzione in bottiglia, Escamotage è pensato per essere goduto giovane, servito a 14–15 °C, quando esprime al meglio la sua energia e piacevolezza.

Tutte le lavorazioni in vigna sono eseguite personalmente, secondo metodi tradizionali e naturali. Non utilizziamo diserbanti, insetticidi né pesticidi. La vigna è certificata biologica dal 2017 e, dal 2024, il percorso prosegue verso un biologico ancora più spinto, fondato esclusivamente su prodotti naturali e sul rispetto del ritmo della terra.